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Sovranista, contro immigrazione e gender: Izabella, l’«anti-Greta convinta» di cui nessuno parla

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Stoccolma, 24 mar – Tempi duri, molto duri per i politicamente scorretti. Del resto, professarsi anti mainstream e dissidenti rispetto alla dittatura del pensiero unico, pone automaticamente in una posizione scomoda lontana anni luce dalla “comfort zone” della propaganda buonista.

Emblema quanto mai attuale è il “fenomeno Greta“: nuovo prezzemolo mediatico spolverato nel pentolone del politicamente corretto (e corrotto). Che Greta Thunberg sia una pedina, la punta dell’iceberg di qualcosa di ben più grande di lei è un dato di fatto: dal libro già scritto alla viralità di ogni sua apparizione (ed epic fail non proprio ambientalista), il copione è  già bello che pronto. Per essere letto, interpretato e assimilato come vero dai creduloni ignari persino di cosa sia il buco nell’ozono.

Sulla Thunberg tutti i riflettori ed onori della cronaca, sulla sua antagonista solo ombre ed omertà. È 15enne e pure lei svedese, l’«anti Greta» Izabella Nilsson Jarvandi. Decisamente scomoda per il “sistema” poiché incarna tutti i nemici supremi dell’universo mainstream: sovranista, oppositrice della teoria gender, anti immigrazionista e, dulcis in fundo, fan incallita di Viktor Orban. Tanto basta per relegare la povera Izabella nel contemporaneo “girone dei cattivi”.

Come se non bastasse, per la Jarvandi “i confini esistono e non possiamo accogliere tutti”: per la serie “apriti cielo e chiuditi porto”. Scontato lo snobbismo mediatico riservatole. Nazionalista ed attenta al problematico status quo del proprio Paese, Izabella evidenzia tutte le criticità generate da un immigrazionismo indiscriminato oltre che il pericolo costante rappresentato dalle infiltrazioni jihadiste nelle periferie svedesi. Anche l’ideologia gender è uno dei cavalli di battaglia attribuibili alla giovane dissidente: la fluidità sessuale, come un nemico da combattere.

A ribadire le sue posizioni ci pensa la Jarvandi stessa dal suo profilo Twitter: “Sono una giovane attivista politica contro il globalismo che cerca la verità e la giustizia per la mia amata Svezia”, afferma Izabella. E poi, la frecciatina finale scoccata in occasione della giornata che ha consacrato la Thunberg quale paladina mondiale dell’ambientalismo: “Se non sei nemmeno abbastanza uomo o donna per difendere la tua gente, allora come diavolo dovresti essere lì per il resto del mondo?” Tanto politicamente scorretta, quanto irreprensibile.

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