loading...
Home / Cronaca / Schifo Corriere della Sera: dal loro racconto il senegalese sembra un eroe! Così annacquano il racconto per i lettori creduloni

Schifo Corriere della Sera: dal loro racconto il senegalese sembra un eroe! Così annacquano il racconto per i lettori creduloni

loading...

Milano Paolo che ci pensava da giorni. Paolo che ieri mattina al bar ha detto che andava «a prendere i ragazzi in palestra e ci si vedeva dopo». Paolo che ha riempito due taniche di benzina da dieci litri ciascuna. Paolo che voleva arrivare a Linate e «prendere un aereo». Che non voleva più vedere i «bambini sbranati dagli squali nel Mediterraneo» e per questo ne ha presi 51 in ostaggio, spargendo la benzina sui sedili e sulle cappelliere, «ma non gli avrei mai fatto male». Paolo che ha detto di aver visto quella barca al largo di Lampedusa in televisione, con il suo carico di migranti e il governo italiano che non voleva accoglierla.

Paolo che si chiama Ousseynou Sy, ed è italiano da 15 anni anche se viene dal Senegal. E a Crema lo chiamano tutti così: «Paolo». L’ autista delle Autoguidovie che dice di non pregare nemmeno, di essere laico e di non aver niente da spartire con l’ Isis e i kamikaze islamici. Ma di farlo per i morti nel Mediterraneo.

Ousseynou Sy, 47 anni il prossimo 2 giugno, l’ attentatore di San Giuliano, abita a Crema. Una casa color salmone, un appartamento al primo piano. Si è trasferito lì da 5 anni, dopo la separazione dalla moglie italiana – ieri sentita a lungo dai carabinieri di Castelleone, in provincia di Cremona -, donna alla quale sono affidati i due figli maschi di 12 e 18 anni.

Sy ha chiesto e ottenuto la cittadinanza italiana nel 2004.

Nel suo interrogatorio in Procura, assistito dal legale Fabio Lacchini, ha detto di essere dispiaciuto per i ragazzini, ha ripetuto che non voleva uccidere nessuno. E di non essere un kamikaze. Tanto che quando ha visto i carabinieri sbarrargli la strada, ha cercato di forzare il blocco, di andare avanti. Verso l’ unico obiettivo chiaro del suo piano folle: «Volevo prendere un aereo».

Ma non è certo se per partire oppure «soltanto» per bloccare l’ aeroporto. «Però non avrei ucciso nessuno», ha minimizzato davanti ai pm Luca Poniz e Alberto Nobili, capo del pool Antiterrorismo. Ai magistrati ha raccontato di averlo fatto per un ideale, l’ idea di chi «vuole attirare l’ attenzione in modo eclatante per mettere fine alle morti nel Mediterraneo».

Parla di sé come un «eroe», il solo che ha il coraggio di intervenire per scuotere le coscienze. Ma che lo fa lanciando in strada un pullman carico di bambini e di benzina. Ousseynou Sy, detto Paolo, è l’ uomo dalle mille maschere. Quella del lavoratore perfetto, addetto alle pulizie così attento da spingere i superiori a fargli prendere la patente, e trasformarlo in autista. Quella del padre premuroso. Ma anche quella del pregiudicato benché intorno a lui – a cominciare dai responsabili delle Autoguidovie – nessuno sapesse del precedente per abusi sessuali su minore (2011) né di quello del 2007 a Brescia per guida in stato d’ ebbrezza. Per la violenza sessuale è stato condannato nel 2018 a un anno con pena sospesa. Sy non era censito come «suspected», a rischio di radicamento islamico. E secondo l’ Antiterrorismo della Digos, del Nucleo informativo e del Ros dei carabinieri, non era considerato neppure un islamico praticante. La sua, piuttosto, è la storia di un forte abuso di alcol. Gli inquirenti stanno verificando eventuali ricoveri o problemi di natura psichica.

L’ attentatore Sy aveva pianificato tutto da almeno tre giorni. Da prima, quindi, dello sbarco a Lampedusa della nave Ong «Mare Jonio», ma anche dell’ attacco di Utrecht.

Però è possibile – sono convinti gli investigatori – che questi fatti siano stati l’«innesco». La «goccia». Un’ azione di emulazione ma non unicamente, poiché il 46enne aveva girato un video con il cellulare e ieri mattina lo aveva inviato ad alcuni dei suoi contatti in Italia e in Senegal. Un filmato dove sprona l’ Africa a reagire e spende deliri sulla necessità di fermare l’ immigrazione.

Non un testamento, ma una sorta di delirante manifesto.Condividi

Fonte clicca qui

loading...

Check Also

“Adesso cosa ci dicono Bonino, Saviano e la Boldrini?” Giordano dopo l’omicidio di Torino smaschera l’ennesima balla della feccia rossa che chiede lo Ius soli

loading... A Fuori dal coro Mario Giordano si scaglia contro la feccia buonista commentando l’omicidio del giovane di …

loading...

Lascia un commento

loading...