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Parla Salvini: «È folle accusarmi dell’attentato al bus. Chi lo dice si prenda un Maalox»

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Non ci sta Matteo Salvini a farsi accusare di essere l’oscuro colpevole della tragedia del pullman sequestrato dal senegalese, quasi che con la sua politica di rigore sull’immigrazione avesse armato indirettamente la mano di Ousseynou Sy. «Quello che mi ha dato fastidio in queste ore è stato che qualche intellettualone e anche qualche politico a sinistra provasse quasi a giustificare e a comprendere questo delinquente che con benzina, pistole e coltelli minacciava 51 bimbi, dicendo che insomma un po’ di colpe Salvini ce l’ha». Ospite di Mattino 5 il ministro dell’Interno fa riferimento alla crociata antisalvinina capitalata da Gad Lerner che ha puntato i riflettori sul presunto clima di odio alimentato dal Viminale. «Se espelli gli immigrati clandestini e poi li giustifichi, se riduci gli sbarchi e contrasti gli scafisti qualcuno si arrabbia, questa è un’idea folle: difendere la sicurezza e i confini del mio Paese non può essere l’alibi per nessun delinquente di prendere in ostaggio un solo bambino. Quindi chi la pensa così vada a prendersi il Maalox».

Rispetto alla richiesta di concedere la cittadinanza ai piccoli  Adam e Ramy, gli eroi bambini che hanno sfidato il senegalease e impedito la strage con la coraggiosa telefonata che ha dato l’allarme, Salvini conferma la volontà di accelerare la  “pratica”, visto che i ragazzini nati in Italia da genitori marocchini e egiziani non sono cittadini italiani e dovrebbero aspettare il diciottesimo anno d’età. «Stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso per verificare che non ci siano problemi. Vi farò sapere nelle prossime ore. Sarebbe più facile dire è fatto tutto, regalo tutto a tutti. Stiamo facendo le verifiche del caso, quindi nelle prossime ore spero che queti ragazzi abbiano il loro giusto riconoscimento». «La cittadinanza – ha aggiunto– è preziosa, per questo come Lega abbiamo sempre detto no alle scorciatoie, alle cittadinanze in regalo come i biglietti al Luna Park». Il ministero, secondo quanto si apprende, sarebbe pronto a farsi carico delle spese e di tutte le procedure burocratiche per accelerare al massimo la concessione della cittadinanza. L’auspicio, riferiscono fonti del ministero, è attribuire la cittadinanza a Ramy e toglierla al conducente del bus autore del folle gesto.

È stato Khalid Shelata, il padre di Ramy, a sottoporre il caso: «Mio figlio ha fatto il suo dovere, sarebbe bello se ora ottenesse la cittadinanza italiana. Siamo egiziani, sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale. Vorremmo tanto restare in questo Paese. Non sono mai riuscito a mettere insieme le carte necessarie per fare la domanda, ma questo Paese lo sento come mio». Anche il padre di Adam, che insieme al compagno ha avuto il coraggio e la prontezza di sfidare l’autista, rivendica il diritto dei ragazzi e delle loro famiglie a potersi considerare italiani a tutti gli effetti.

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