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Navi pirata??? Ci risiamo! Segnalata di fronte alla Libia, scommettiamo che entro breve apparirà il solito gommone da soccorrere?

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In rete è scattato l’allarme. Una nuova nave pirata, questa volta battente bandiera tedesca da stamattina è posizionata di fronte alla Libia. Scommettiamo che entro breve tempo arriverà il classico gommone stracolmo di clienti da soccorrere?

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L’ong tedesca Sea-Eye è tornata in mare e lo ha fatto con una barca ribattezzata con il nome di Alan Kurdi, il bambino curdo-siriano di tre anni fuggito con la sua famiglia dal conflitto in Siria con la volontà di raggiungere a Vancouver, in Canada, altri parenti, e trovato morto su una spiaggia turca nel settembre 2015 dopo che la loro imbarcazione diretta verso la Grecia si era capovolta subito dopo aver lasciato la Turchia. Insieme a lui erano morti suo fratello Ghalib e sua madre Rehana.

La nave è stata ribattezzata lo scorso 11 febbraio a Palma di Maiorca, in Spagna, alla presenza del padre di Alan, Abdullah Kurdi, e di sua zia, Tima Kurdi, che ha raccontato la sua storia e quella della sua famiglia in un libro intitolato: “Il bambino sulla spiaggia”.

«Questo giorno è molto difficile per me perché ho ancora molti ricordi, ma siamo felici che una nave da soccorso di Sea-Eye porterà il nome del nostro bambino. Alan non deve mai essere dimenticato», ha detto Abdullah Kurdi prima della cerimonia di ridenominazione della barca. «Il nostro dolore per la perdita di mia moglie e dei miei figli è stato condiviso da molte persone, da migliaia di famiglie che hanno perso figli e figlie così tragicamente».
«Il nome “Alan Kurdi” sarà un promemoria di ciò che è veramente il nostro lavoro. Non si tratta di navi, capitani, ONG e scontri con politici. Si tratta di persone reali, come Alan, Ghalib e Rehanna, che annegano quotidianamente nel Mediterraneo. E si tratta del dolore infinito che i loro cari devono provare», ha dichiarato Carlotta Weibl, portavoce di Sea-Eye.

Alcuni giorni dopo la cerimonia, lo scorso fine settimana, la nave “Alan Kurdi” ha lasciato il porto di Palma de Maiorca in Spagna alla volta del Mediterraneo.Si tratta dell’unica nave umanitaria presente ora nelle acque della zona Sar (Search & Rescue) libica, dopo il fermo della Sea Watch, costretta a rimanere a Catania per ordine della Capitaneria di porto e delle autorità olandesi, lo stop della nave di soccorso “Mare Jonio” (battente bandiera italiana) della Operazione Mediterranea, e della Ong spagnola Open Arms, bloccata nel porto di Barcellona dalla Guardia costiera che non ne consente la ripartenza per motivi tecnici.Condividi

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