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Natale di Roma a rischio. La colpa? Tutta dell’amministrazione Raggi

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Roma, 19 mar – Il Natale di Roma è a rischio annullamento, e la colpa è – strano! – dell’amministrazione Raggi. Il grido d’allarme è stato lanciato sui social dal Gruppo Storico Romanol’associazione culturale nata nel 1994 con lo scopo di promuovere, organizzare e sostenere la diffusione di manifestazioni culturali ricreative (tra cui, per l’appunto, detta manifestazione che ogni anno ha luogo il 21 aprile tra Circo Massimo, Fori Imperiali e Colosseo) ed artistiche sul mondo dell’antica Roma. Si legge nel comunicato diffuso su Facebook: “La manifestazione, che ormai da quasi un ventennio ha emozionato, intrattenuto e entusiasmato centinaia di migliaia di persone, giovani, turisti, famiglie e curiosi, senza contare i migliaia di rievocatori provenienti da ogni angolo del mondo, non ha incontrato quest’anno il sostengo delle istituzioni pubbliche”. L’amministrazione Raggi, infatti, ha espresso la volontà di non sostenere “i costi di noleggio delle transenne per delimitare l’area esibizioni e del noleggio dei servizi sanitari mobili“, dei servizi fondamentali (e parecchio costosi) per una manifestazione che raduna migliaia di persone.

Spese insostenibili

“L’amministrazione del Comune di Roma, che ogni anno sosteneva soltanto con questo piccolo gesto (seppur utile) l’evento che forse è il più simbolico e sentito per tutti i cittadini romani, ha deciso che, per quest’anno, le spese suddette saranno a carico della nostra associazione. Inutile specificare che per noi, associazione culturale che non di alcuna sovvenzione pubblica o privata, – scrivono dal Gruppo Storico – sono spese insostenibili, fuori dalla portata di qualsiasi realtà come la nostra“. 

Alla base della scelta del Comune vi sarebbe l’impossibilità di sostenere eventi che si accavallano con le ricorrenze religiose, nel caso specifico con la Santa Pasqua: “Le motivazioni ufficiali? Non si possono sostenere eventi che si accavallino con le ricorrenze religiose”, spiega il Gruppo. “Qui c’è un paradosso ancora più grande. Invece di sostenere una manifestazione che può incentivare ancora di più turismo e commercio si sceglie di non sostenerla lasciando che venga annullata. Perché di fatto la decisione è questa”. La classica “zappa sui piedi” immobilista tipica delle amministrazioni pentastellate quindi, che pur di non assumersi responsabilità, preferiscono semplicemente non affrontare la questione: “Ci risulta davvero complesso trovare una logica politica, semmai imprenditoriale, dietro questa scelta così decisa”.

Anti-tutto

Non solo: per i promotori del Natale di Roma non sarà possibile nemmeno ricorrere ad espedienti commerciali per finanziare la giornata: il Comune ha posto il veto anche su sponsor e  vendita di gadget: “L’amministrazione comunale – sostengono – ci vieta anche questo tipo ti operazioni durante l’evento”. Antifascista, anti-italiana, anti-romana: c’è qualcosa che ricordi l’italianità o la romanità che la Raggi non abbia ancora sfregiato? L’altro ieri è toccato al Colosseo illuminato di verde per la festa di San Patrizio, lasciando nel dimenticatoio l’Unità d’Italia, passando per lo sfregio ai martiri delle Foibe con l’organizzazione di conferenze tenute dai partigiani dell’Anpi. Forse toccherà anche al Natale di Roma. “Immaginate un 21 aprile 2019 dove in città nessuno racconta della nostra Storia, dove nessuno ricorda quanto dovremmo essere orgogliosi di appartenere ad una città così ricca di cultura, e questo proprio in un periodo in cui i romani e gli italiani sono così disamorati della loro Capitale”.

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