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Mussolini: “Viva la Bonino e la Cirinnà, ha fatto bene a esporre quel cartello”

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Roma, 13 mar – Viva la Cirinnà, la Bonino e pure Luxuria: così si riassume l’intervento radiofonico di Alessandra Mussolini, ai microfoni della trasmissione La Zanzara. L’europarlamentare ex esponente Fi, ha sorpreso tutti per queste affermazioni “politicamente corrette”: prove tecniche in tempi duri, oltre che per i sognatori, pure per gli oppositori del pensiero unico? Attenendosi a quanto affermato, l’ipotesi pare fondata: “Viva la Cirinnà – ha esordito Mussolini –  ha fatto bene a esporre quel cartello Dio, Patria e famiglia. Ma in fondo è  vero: è una vita de merda perché ci son dei condizionamenti pazzeschi. In Italia siamo troppo condizionati. La Cirinnà è un po’ la Bonino dei tempi nostri. Se non ci fosse stata la Bonino, staremmo ancora sotto al gioco, noi donne. Col cappione al collo. Avete stancato, viva la Bonino, viva la Cirinna!”.

La Mussolini pro unioni civili

Ma Alessandra Mussolini incalza, tessendo le lodi della “che vita de merda che fate”. E così prosegue: “La Cirinnà ha fatto la legge sulle unioni civili. Non è male questa legge. Perché è molto più elastica e perché non prevede tante cose che invece nel matrimonio ci sono, bisognerebbe farla anche per gli eterosessuali. Perché è più light, più bella, più soft. È meno ipocrita del matrimonio. La convivenza non mi intriga, l’unione civile invece non è male. Nel matrimonio c’è la tutela superiore che è la famiglia, come un fatto collettivo, dove i singoli non hanno diritti. Invece nell’unione civile è il singolo che ha il diritto. Benissimo, basta ipocrisia, viva la libertà. È buona, è buona, a me piace molto!”.

In difesa di Luxuria

Già sarebbe abbastanza, in un quadro di captatio benevolentiae dal gusto discutibile (per usare un eufemismo). E invece, dulcis in fundo, come il “colpo di grazia” del quale si sarebbe fatto volentieri a meno, la Mussolini attacca Daniela Santanchè riguardo il duello con Luxuria nel salotto tv di Massimo Giletti: “A parte che farsi operare non lo decide la Santanchè – ha esordito, spiazzante – la Santanchè ha troppi schemi nella testa. Oggi dentro di te puoi essere tutto. Esteticamente sei in un modo, ma dentro di te non sei così. Anche noi donne vogliamo avere questa libertà”.

“Delle volte mi sveglio che sono molto mascolina. È bello anche sentirsi maschio. Ormai questi sono schemi superati. È molto annoiante considerare un uomo uomo e una donna donna. E che noia, vivi una volta sola, vivi come te pare!”. Quale sia la tattica assunta dalla sposa pentita (“sì al matrimonio ma solo a 90 anni”) o se semplicemente si tratti di un’opinione sincera sebbene “discutibile”, le parole di Alessandra Mussolini piaceranno pure al buonismo: ma di certo, non al buonsenso.

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