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“Meglio essere una put…. che fascista”, lettera aperta alla gentile “signora col cartello”

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E no, signora mia. Attenzione a scrivere: “Meglio puttana che fascista“. Anche se il carnevale impazza, di questa sua stringata opinione non v’è certezza. Scritta, scandita ed esibita nel bel mezzo della festa, col di più del “buonista” opposto a “salviniana“, la sua iniziativa, gentile signora, fotografa una contrapposizione dell’oggi ma non ci rimanda all’essenza dell’invettiva e alle multiple possibilità che se ne potrebbero comporre. C’è la certezza, è vero. Che, nel tempo fascista che fu, avrebbero agghindato, in omaggio a Lui, da “imperativo categorico”. E che invece, adesso, appare come l’auspicio di una fulva -e sicuramente gaudente- militante di sinistra. Lei, signora mia, che l’ha messa rosso su bianco e issata coraggiosamente al cielo l’ha sicuramente ragionata come definitiva, roba che non ammette repliche. Mentre, solo a rifletterci un po’, avrebbe potuto scoprire infinite varianti possibili. Perché nella nostra Italia, signora mia, si può essere tutto e il suo esatto contrario. Si può anche essere buonisti e salviniani se, ad esempio, allo sberleffo o all’insulto vero e proprio si decida, come ha fatto il ministro dell’Interno, di risponde con una raffica di baci. O, perché no?, si può altrettanto legittimamente essere puttana e fascista insieme. Almeno fin quando il mestiere più antico del mondo non abbia a confliggere con la passione politica. Dopodiché, signora mia, “meglio puttana che fascista” potrebbe – e a ragione! – essere anche programma politico. Magari per contrapporsi dialetticamente all’altrettanto perentorio “meglio fascista che frocio!” con cui a suo tempo Alessandra Mussolini apostrofò Vladimiro Guadagnoalias Vladimir Luxuria. Il problema, signora mia, è comunque uno: è che tali auspici, scritti o urlati che siano, non sempre inforcano la realtà. Né l’anticipano. Spesso, anzi, accade l’opposto. Capita che certi “valori” nella quotidianità delle nostre vite si sommino e s’aggroviglino. Cosicchè, complice il carnevale e la licenziosità dei costumi, potrebbe accadere l’inimmaginabile: che ci si ritrovi con qualche puttana fascista che sia, al contempo, buonista e salviniana. Tutt’insieme, signora mia. Appassionatamente.

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