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“Magari avessi avuto io a 14 anni una prof di 35 anni che mi faceva provare per la prima volta una bella e sana…”

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La notizia non passa inosservata. A Prato una insegnante di 35 anni è stata ingravidata da un ragazzo di 14 al quale impartiva ripetizioni, e ora ha partorito un bambino. Cose del genere non succedono tutti i giorni e indubbiamente suscitano impressione. Adesso la magistratura dovrà decidere se la gentile professoressa è stata troppo gentile con l’ allievo, e abbia commesso il reato di violenza sul minore, inoltre dovrà stabilire a chi tocchi mantenere il neonato e fino a quando. Un bel dilemma.

Però al di là del problema giuridico e formale, qui si tratta di accertare se la docente sia punibile per aver convinto il giovinetto a farsela oppure se la vicenda sia archiviabile alla voce: succede che fra un maschio e una femmina, al di là della loro età, si instauri una relazione intima, troppo intima. Se fossi un giudice avrei qualche difficoltà sia a condannare la professoressa sia ad assolverla. Nel primo quanto nel secondo caso a quali argomentazioni ricorrerei per motivare la sentenza?

Se devo essere sincero non me la sento di dare addosso a una signora che, in fondo, non ha fatto nulla di male, posto che un rapporto sessuale non nuoce a nessuno, nemmeno a un adolescente. Tantomeno me la prenderei con quest’ ultimo che ha approfittato della disponibilità, pure eccessiva, della donna per compiere ciò che tutti desiderano compiere: una sana scopata, probabilmente la numero uno della sua vita. E allora che facciamo? Una idea ce l’ avrei.

Eccola. Non punirei lei che non ha recato dispiacere al giovine, al quale ha concesso una gioia rara a uno della sua età, e non costringerei lui a provvedere all’ erede non essendo questi in grado di valutare le conseguenze del proprio abbandono ludico. A mio modesto parere la legge non è autorizzata ad esplorare quanto accade sui materassi e sotto le lenzuola, sono affari privati, talmente privati da non meritare l’ intromissione delle toghe. D’ accordo, qui è nato un pargoletto. Ma chiunque sa che è meglio crescere che calare. Un fanciullo in più non è una iattura a condizione che qualcuno, per esempio la madre, se ne prenda cura.

Creare uno scandalo perché una docente e il suo discente si sono trovati bene non solo sui libri, ma anche tra le gambe del tavolo non mi sembra opportuno. Al massimo potrei consigliare alla donna di usare un anticoncezionale onde evitare grane. Ma davanti ad un bebè personalmente provo soltanto tenerezza.Condividi

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