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Lino Banfi: grillino, chi io? Ma quando mai: votavo Msi e oggi sto con il centrodestra

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«Grillino io? Ma non scherziamo»… Lino Banfi non ci tiene proprio a passare per un simpatizzante del M5S, anche perché, nonostante la nomina ad ambasciatore dell’Unesco per l’Italia voluta da Luigi Di Maio , è da sempre uomo di centrodestra: e lo ribadisce, ancora una volta, in un’intervista a cuore aperto rilasciata a Il Fatto Quotidiano in cui, a scanso di equivoci e in nome di un’appartenenza culturale e politica a un mondo che non è certo quello pentastellato, conferma il suo passato da elettore del Movimento Sociale Italiano, rinnovando tra le righe della chiacchierata giornalistica la sua intramontabile stima per Giorgio Almirante.

Lino Banfi intervistato dal “Fatto Quotidiano”: io, elettore del Msi che stimava Almirante

Insomma, nessun pericolo in vista: il mitico nonno Libero di Un medico in famiglia, pur ringraziando per la fiducia riposta in lui dal vicepremier grillino con l’attribuzione della recente carica all’Unesco, non ha nessunissima intenzione di cedere alle lusinghe movimentiste e – mentre ricorda ad ogni passo come la sua famiglia sia da sempre indirizzata sul percorso tracciato dal centrodestra – assicura che, meno che mai, è propenso a votare Cinque Stelle o, addirittura, desideroso di diventare un rappresentante M5S. Ma quando mai: assicura nell’intervista, e poi spiega: «Luigi Di Maio si è presentato un giorno nella mia orecchietteria di Roma, gestita dai miei figli e io, per un puro caso, ero lì – ricorda Banfi a Il Fatto Quotidiano ricostruendo i passaggi di quell’avvicinamento che ha sollevato dubbi e perplessità in molti –. Poi ho saputo della nomina ad ambasciatore dell’Unesco, ma ero sorpreso anche io perché mi è stato annunciato proprio quel giorno, sul palco della presentazione del reddito di cittadinanza. Io ho accettato, ringraziato e ho messo subito le cose in chiaro: lo faccio volentieri e sono grato davvero. Ma oltre questo confine non si va». Del resto, quella non è stata la prima volta che la politica ha sfiorato e accarezzato Banfi. Come lui stesso ricorda nell’intervista, infatti, in passato l’attore è stato legato da un vincolo di amicizia con Bettino Craxi, tanto che, rivela: «Un giorno mi dice: Lino, tu devi candidarti in Parlamento. Gli rispondo: io devo soltanto far ridere gli italiani! E lui, di rimando: perché noi non li facciamo ridere?»…

«Essere di centrodestra in un mondo dove la sinistra è stata egemone, dava una condizione di inferiorità»

Insomma, indossa orgoglioso e riconoscente i galloni voluti per lui da Di Maio, ma non cambia casacca Banfi: e a chi ancora nutre qualche riserva riguardo una sua appartenenza, risponde nell’intervista dicendo che:  «La mia famiglia ha sempre votato a destra e anche io sono stato elettore del MSI. Ho anche ammirato Giorgio Almirante prima di fare altre scelte. Ho sempre saputo che essere di centrodestra, un moderato, in un mondo dove la sinistra è stata egemone, dava una condizione di inferiorità». Eppure lui è riuscito a farcela lo stesso, ad emergere in un mondo come quello del cinema e della tv, da sempre appannaggio quasi esclusivo della sinistra. E oggi può guardare dall’alto a quelle discriminazioni che in tanti artisti, non schierati, hanno affrontato e magari, come lui, superato in nome di un talento e di un successo con cui sono riusciti ad andare oltre. E allora, nessuna simpatia per movimenti o partiti di centrosinistra, nessuna inutile condiscendenza, nessun ruolo di rappresentanza a 5 Stelle: ma un tentativo di declinare l’ironia – corda che gli è da sempre congeniale – anche alla politica. E oggi, Banfi riesce a farlo anche investito di un ruolo istituzionale; fino a ieri, invece, si è espresso quasi esclusivamente votando: e votando per ribadire un’appartenenza a un mondo di idee che nessuna investitura potrà tradire.Condividi

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