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Le bizzarre e dimenticate: le 10 parole italiane da riscoprire

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Roma, 24 mar – La lingua italiana è un terreno fertile e ricco dal quale poter raccogliere, sempre, frutti rari e preziosi. Questi frutti che sono parole rivelano origini, significati e musicalità tutte particolari. Ecco una selezione delle 10 parole più strane e spesso dimenticate.

1) Gaglioffo: termine desueto, sta ad indicare una persona ignorante ma presuntuosa.

2) Astruso: si dice di una cosa, discorso o concetto astratto e dalla difficile comprensione.

3) Procrastinare: sinonimo di “rimandare, prendere tempo”, spesso con l’intenzione di non fare qualcosa.

4) Luculliano: termine che deriva dal politico dell’antica Roma, Licinio Lucullo (celebre per la sua vita all’insegna di sfarzi e ricchezze), si usa per indicare qualcosa di raffinato ed abbondante (soprattutto in riferimento a pranzi o cene).

5) Mentecatto: con accezione unicamente negativa, si riferisce a persona stupida e poco raccomandabile.

6) Lapalissiano: sinonimo di “ovvio, scontato”, si utilizza per indicare una precisazione superflua. Il termine deriva dal nome del maresciallo Monsieur de La Palice che fece scrivere sulla sua la lapide “S’il n’était pas mort, il serait encore en vie”, ovvero “Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita”. In origine “en vie – in vita” era “envie”, ovvero “invidia”. La frase, poi tramandata con questa erronea modifica, acquisì il significato di cui sopra.

7) Zuzzurellone: si dice di persona “infantile, immatura”: esempio emblematico di una parola pressocchè desueta.

8 ) Pleonastico: utilizzato per indicare qualcosa di superfluo, è la risposta (pleonastica, appunto), alla “domanda retorica” della quale già si conosce la risposta.

9) Sproloquio: parola che indica un discorso prolisso, noioso, immotivatamente lungo.

10) Peripatetico: termine che affonda le sue origini  nella scuola filosofica di Aristotele, il quale amava impartire lezioni o discutere passeggiando lungo il viale del liceo di Atene, detto Peripato. Per trasposizione, il termine indica quello che si fa o accade mentre si passeggia.

In tempi fatti di neologismi assurdi ed inglesismi pretenziosi, ricordare  parole più o meno desuete e bizzarre conferma, ancora una volta, l’importanza di ri-scoprire la nostra lingua: affascinante ed assolutamente unica.

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