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Kyenge torna a parlare a vanvera: “Servono più studenti africani in Italia”

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Roma, 1 mar – Cécile Kyenge si pronuncia sul diritto allo studio in Italia dei ragazzi africani. Più che un diritto allo studio, suona come l’ennesima esortazione al dovere accogliere. L’ex ministro, citando un articolo del quotidiano Avvenire, ha diffuso un post sui social in cui tuona contro le politiche del governo giallo verde: «Negano l’accoglienza alle persone in difficoltà. Negano il rispetto dei diritti umani, tenendo in ostaggio i migranti sulle navi. Ora negano anche i visti necessari per venire a studiare in Italia».

La storia di Lawrence

Il quotidiano, infatti, racconta la storia di Lawrence, ragazzo 21enne del Togo, il cui sogno è quello di studiare economia aziendale a Parma e a cui l’ambasciata italiana ha negato il visto da studente. «Abbiamo il dovere di superare questa visione chiusa e isolata dell’Italia: un Paese che rifiuta di aprirsi e di accogliere energie e intelligenze provenienti dal resto del mondo è un Paese incapace di progettare futuro, sviluppo e benessere. Facciamo sentire la nostra voce: noi siamo per un’Italia che accoglie e che tutela le persone, tutte le persone, e che le aiuta a realizzare i propri sogni. Siamo convinti che nel fare così, l’Italia crescerà insieme a tutti gli italiani, nativi o immigrati che siano».

Alla Kyenge evidentemente non interessa la situazione di moltissimi ragazzi italiani che sono costretti ad emigrare all’estero per trovare un lavoro. Senza contare che molti di questi sedicenti “aspiranti studenti” di origine africana, non sono altro che “aspiranti irregolari”, che usano il visto per motivi di studio come passe partout per entrare nel nostro Paese e rimanerci come clandestini. Avvenire precisa di avere chiesto informazioni alla Farnesina, che in una nota fa sapere che relativamente al Ghana, l’ambasciata d’Italia «ha applicato oggettivi criteri di controllo volti a contrastare tentativi di elusione della normativa. Ovviamente l’azione dell’ambasciata si pone sempre in linea con l’obiettivo di favorire la mobilità internazionale giovanile e contribuire all’internazionalizzazione del sistema italiano di istruzione superiore».

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