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Kyenge esulta: a Bruxelles hanno inventato il reato di “Afrofobia”. Ecco a cosa serve il Parlamento Europeo in mano ad una maggioranza di brutti traditori dei popoli

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Le nuove regole che l’Europa imporrà agli stati membri affinché adottino le stesse linee guida imposte nel documento approvato lo scorso martedì

Cècile Kyenge Kashetu esulta sulla sua pagina Facebook, da oggi la lotta al razzismo in Europa si arricchisce di un nuovo termine pensato per tutelare con maggior cura tutte le persone di colore presenti nel vecchio continente.

Nasce, infatti, il reato di “afrofobia”, fortemente voluto dalla europarlamentare e dal parlamento europeo stesso, che ha votato favorevolemente in merito a questa risoluzione lo scorso martedì pomeriggio. Con il termine afrofobia si fa dunque riferimento ad “una specifica forma di razzismo, che include qualsiasi atto di violenza o discriminazione, alimentato da abusi storici e stereotipi negativi, che porta all’esclusione e alla disumanizzazione delle persone di origine africana”.

In un documento di otto pagine, l’Europa chiede agli Stati membri di riconoscere e di combattere questa forma di razzismo, mettendo a punto “risposte politiche e giuridiche a tali fenomeni che siano efficaci e basate su dati oggettivi”. Non solo. Il parlamento europeo “incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’UE a riconoscere ufficialmente e a celebrare le vicende delle persone di origine africana in Europa, tra cui figurano anche le ingiustizie e i crimini contro l’umanità del passato e del presente, quali la schiavitù e la tratta transatlantica degli schiavi, o quelli commessi nell’ambito del colonialismo europeo, nonché i grandi risultati e i contributi positivi delle persone di origine africana”.

Il sogno della Kyenge si starebbe quindi realizzando. Con questa risoluzione, il parlamento europeo sembrebbe proprio essersi impegnato ad avere una maggiore attenzione nei confronti degli africani.

Oltre alla richiesta di “adottare misure concrete per contrastare le disuguaglianze nell’accesso agli alloggi, garantendo altresì alloggi adeguati”, anche quella di “garantire che migranti, rifugiati e richiedenti asilo possano entrare nell’UE attraverso canali sicuri e legali”. E poi il documento continua. Il parlamento europeo “invita i partiti e le fondazioni politiche a livello europeo, nonché i parlamenti a tutti i livelli nell’UE, a sostenere e promuovere le iniziative intese a favorire la partecipazione politica delle persone di origine africana” ed a “rivolgere una particolare attenzione alle persone di origine africana all’interno degli attuali programmi di finanziamento e del prossimo quadro pluriennale invitandola anche ad istituire un gruppo dedicato nell’ambito dei suoi servizi, che si occupi nello specifico delle questioni connesse all’Afrofobia”.

Soddisfatta Cècile Kyenge, che si dichiara orgogliosa e parla di un risultato storico. “In Europa vivono più di quindici milioni di persone di origine africana, che sempre più rischiano di finire vittima dei tumulti razziali e xenofobi emersi negli ultimi anni. A questi pericolosi fenomeni è necessario reagire con fermezza, ed è per questo che al Parlamento Europeo abbiamo votato una risoluzione contro l’afrofobia. Un voto molto importante, che ci permetterà di realizzare nel concreto politiche e progetti per la lotta al razzismo”.

Durante la votazione, si è raggiunta una maggioranza di ben 535 soggetti favorevoli.Condividi

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