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Il caso Sarti smuove le acque, la legge in arrivo. E parla anche la mamma di Tiziana Cantone

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È una vecchia storia, la Rete non dimentica. Da memorie mai cancellate sono riaffiorate, tornando virali, le foto hard di Giulia Sarti, la parlamentare riminese del M5S che è nella bufera in attesa di chiarimenti sulla vicenda dei rimborsi «fantasma» al fondo per le imprese. Gli scatti, che hanno ripreso a circolare su varie chat e diffusi da molti siti  sono gli stessi che erano già stati diffusi nel 2013, dopo essere stati rubati da un hacker. «Una piaga sociale. Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo, ma magari, essendo una parlamentare, quanto accaduto può diventare un input per legiferare e intervenire finalmente su questo fenomeno». A parlare è Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano (Napoli) che nel settembre del 2016 si è tolta la vita dopo la diffusione in rete di suoi video e immagini hot. Finalmente per punire chi si rende colpevole di questi odiosi ricatti che rovianon leteralmente la vita delle persone, fino a porvi fine in molti casi, arriverà presto una legge.

Ostellari: «Se ricatti in modo infame, finisci in galera»

«È giunto il momento di dire basta. Se ricatti, minacci o pensi di vendicarti in un modo infame, finisci in galera»: è la promessa di Andrea Ostellari, senatore della Lega, presidente della Commissione Giustizia al Senato dove «da questa mattina inizia l’iter per l’approvazione del ddl 1076, introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale, in materia di pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate». Andrea Ostellari è il relatore di un testo, a prima firma della senatrice M5S Elvira Evangelista, che ha  già una vasta condivisione trasversale. «Proporrò alcune modifiche – aggiunge il relatore – fra cui l’ulteriore inasprimento delle pene, previste dalla bozza, per chi pubblica materiale senza consenso, contando su un rapporto fiduciario con la persona offesa e, soprattutto, in caso di morte di quest’ultima». «Un’adeguata riflessione sarà dedicata anche ai concetti di pubblicazione e diffusione, considerate le diverse modalità con cui le attuali tecnologie possono concorrere a creare patimento nelle vittime», ribadisce Ostellari.

La mamma di Tiziana Cantone: «Equivale a un omicidio»

L’auspicio è che tale testo diventi legge presto, andando incontro a quanto denunciato dalla mamma di Tiziana Cantone. «Bisogna intervenire e lo Stato ha le armi per farlo. Continuerò la mia battaglia affinché si intervenga, perché cose del genere innescano nella vittima un meccanismo devastante, una vergogna legata allo stigma voluto da una cultura retrograda, è qualcosa – conclude – che rientra più nella fattispecie dell’omicidio». Secondo Roberta Foglia Manzillo, avvocato che per prima difese Tiziana Cantone «sono necessari interventi ad hoc che possano prevenire e che soprattutto si adattino alle nuove realtà, ai nuovi fenomeni sociali caratterizzati dalla diffusione veloce e capillare di proprie notizie anche personali che vengono incautamente messe in rete».

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