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Clima, Rampelli: «Viva la piccola Greta. Chi la critica guarda il dito e non la luna»

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«A me sinceramente di Greta e della mamma non frega nulla, se la ragazza viene strumentalizzata frega ancora meno e, se la riadattata ‘bella ciao’ è un po’ vintage e quindi scarsamente efficace, mi posso al massimo rammaricare. Tuttavia ritengo penoso mettersi a discutere del dito invece che della luna». È la premessa con cui Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, che con il compianto Paolo Colli fondò l’associazione ambientalista Fare Verde negli Anni ’80, va oltre i commenti e le questioni di lana caprina con cui si sta guardando alla giovane icona dell’ecologismo mondale. Conta la sostanza, contano le buone cause, il resto sono chiacchiere inutili. Scrive l’esponente di Fratelli d’Italia sul suo profilo Fb: «Il pianeta sta morendo, la mia generazione sarà salva, ma quella dei nostri discendenti no». Questo è il punto.

Rampelli: «Le battaglie dimenticate da M5S e Lega»

«E allora basta con questo egoismo senza senso o con il tentativo di chiamarsi fuori per futili motivi. Abbiamo il dovere di scendere in campo, destra, sinistra, Europa, Asia, America, giovani, anziani, uomini, donne, poveri, ricchi, TUTTI e SUBITO.
Se fossi il Capo del governo prenderei la testa di questo movimento per bloccare il surriscaldamento della terra, ma sembra che le vecchie battaglie sull’emissione di CO2 del M5S siano finite nel dimenticatoio, mentre la Lega Nord non è mai apparsa interessata», incalza Rampelli.

L’ambiente e la tradizione della Destra

«Se fossi Trump – prosegue nella sua analisi – farei capire che la destra repubblicana guarda all’ecosistema con più credibilità della sinistra democratica, come accade per alcuni storici partiti conservatori europei, perché la destra non è solo attenta agli aspetti biologici e scientifici del clima, dando alla natura un valore trascendente e interpretandolo come l’altra faccia del sacro, una proiezione di Dio…». Ci vuole coraggio, argomenta Rampelli. « Inchioderei la Cina su questa frontiera oltre che sui diritti umani, su quelli politici e sociali, sulla concorrenza. O si fa questa guerra o saremo responsabili di aver distrutto oceani, atmosfera, ghiacciai, milioni di specie animali e vegetali, intere terre emerse, di aver generato esodi biblici, prosciugato falde idriche primarie, deforestato i polmoni della terra e, alla lunga, di aver impedito alla specie umana di rigenerarsi nella pace e nell’armonia. W Greta, w i nostri ragazzi, w il pazzo desiderio di consegnare ai nostri figli una terra migliore di quella che abbiamo ricevuto dai nostri padri», conclude il suo ragionamento Rampelli.

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