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Autobus incendiato, l’autista senegalese: “Volevo usare i bambini come scudo”

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Milano, 21 mar – “Volevo andare a Linate per prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo”. Così l’autista senegalese che ha sequestrato e incendiato un bus con 51 studenti a bordo a San Donato Milanese, ha spiegato il suo intento criminale a chi lo ha incontrato nel carcere di San Vittore. Il 47enne africano Ousseynou Sy è ora indagato per strage e sequestro di persona con l’aggravante del terrorismo. Gli inquirenti intanto stanno cercando di acquisire il video-manifesto postato dal senegalese sul suo canale privato in una piattaforma web e inviato ai suoi conoscenti sia in Italia che in Senegal.
Nel video l’uomo spiegava le ragioni del suo ‘gesto eclatante’, ovvero una tentata strage, contro le politiche migratorie del governo italiano. Del filmato aveva parlato lo stesso senegalese ieri sera durante l’interrogatorio davanti ai pm ieri.  Resta poi sempre più al centro delle indagini la questione dei precedenti dell’autista africano, che nonostante fosse stato condannato in via definitiva nell’ottobre del 2018 a un anno con la sospensione condizionale della pena, era alla guida di un autobus, oltretutto con a bordo minorenni.
I precedenti del senegalese
L’accusa rivolta al senegalese era tra l’altro di violenze sessuali su una diciassettenne ed era stato condannato in primo grado a Cremona per fatti risalenti al 2010. Come se non bastasse, lo stesso era stato condannato in base all’articolo 609 del Codice penale per “fatti di minore gravità” e per guida in stato di ebbrezza a Brescia nel 2007. Di quest’ultima condanna la società per cui già lavorava all’epoca, la Autoguidovie, non era a conoscenza perché il senegalese si mise in malattia senza comunicate l’episodio ai datori di lavoro.

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